Oggi voglio parlare di uno degli argomenti più dibattuti tra gli appassionati, argomento che crea ancora molta confusione: le malattie del rizoma nelle sarracenie.
Le cause dei marciumi radicali sono svariate, e vanno dalle più comuni marcescenze da errata coltivazione (eccesso di acqua, poco sole, substrato di qualità scadente) a vere e proprie malattie come il Phytium o la botrite (anch’esse sono comunque dovute a carenze da parte del coltivatore, dato che colpiscono le piante che sono già indebolite per altri fattori)
La malattia più temuta e pericolosa però è il cosidetto “cancro del rizoma”, una malattia probabilmente di origine fungina che ha meritato questo nome per la grande difficoltà nel curare le piante malate, che quasi sempre muoiono senza che si possa salvare nulla, nemmeno le divisioni più piccole.
Fortunatamente questa malattia è molto rara, colpisce solo piante anziane con molti punti di crescita e alcune varietà particolari che sono con ogni probabilità geneticamente deboli o frutto di autoimpollinazione.
Molti coltivatori temono a tal punto questa malattia da confonderla con qualsiasi altro tipo di marcescenza, ben più comune e benigna. Vediamo dunque in questo articolo come identificare con facilità il “cancro del rizoma” in modo da intervenire il prima possibile e salvare quindi almeno qualche piccolo punto di crescita della pianta malata.
Vediamo in questo disegno le principali differenze tra le malattie del rizoma più comuni:
come si può vedere, il cancro del rizoma deve la sua pericolosità al fatto che invade l’interno rizoma, partendo prima dal midollo in modo asintomatico e diramandosi poi verso gli strati più esterni. La sarracenia colpita inizia ad accusare i primi sintomi quando la malattia arriva a colpire gli strati dello xilema, ma a quel punto sarà troppo tardi per poterla salvare, perchè se è arrivata a colpire lo xilema significa che il midollo è già stato distrutto in toto. Quando gli strati dello xilema vengono colpiti, la pianta non è più in gradi di trasportare l’acqua dalle radici agli ascidi, che iniziano quindi a disidratarsi
Vediamo ora il caso pratico di una sarracenia flava var flava colpita da “cancro del rizoma”:


come possiamo vedere in queste foto, il primo sintomo visibile si manifesta quando la malattia colpisce gli strati del rizoma adibiti al trasporto della linfa dalle radici alle foglie. La disidratazione degli ascidi è quindi la prima cosa che si nota nella pianta malata.


Qui ho svasato la pianta e ho lavato bene le radici, in modo che si possa vedere bene l’aspetto del rizoma. Il rizoma appare piuttosto sano, di colore bianco con ancora le parti secche appartenenti agli ascidi della stagione passata. Le radici sono anch’esse bianche, turgide e perfettamente sane. Non si rilevano altri sintomi visibili ad occhio nudo, a parte la disidratazione.

Lo shock arriva però quando si spezza il rizoma: è infatti soltanto la parte esterna ad essere soda e turgida al tatto. L’interno del rizoma si è però trasformato in una poltiglia di colore marrone e della consistenza della pasta lavamani.

E’ importante notare come siano turgide e sane le radici, ancora attaccate ad una crosta esterna di rizoma ancora vivo, mentre l’interno è completamente distrutto. Con il rizoma in queste condizioni la pianta non è assolutamente in grado di trasperire l’acqua dalle radici alle foglie. E’ proprio per questo che la malattia è così subdola: quando appaiono i primi sintomi significa che ormai la pianta è andata.

Come potete vedere da questa foto, per la pianta non c’è più stato nulla da fare: anche i punti di crescita più piccoli e lontani dall’infezione primaria erano già invasi dalla malattia. L’unica cura possibile è l’asportazione completa delle parti malate, cosa impossibile da fare quando il midollo è già stato totalmente distrutto in tutta la pianta.
Queste ultime due foto non hanno nulla a che vedere con quelle precedenti, ma le ho postate lo stesso per mostrarvi un caso diverso: rappresentano infatti un avvelenamento da solfato di rame. Le radici appaiono normali, ma la punta, anzichè essere bianca e turgida, sembra secca e atrofizzata. Gli ascidi non sono disidratati, ma appaiono secchi nelle aree più periferiche.
Questo tipo di avvelenamento si verifica quando si raccoglie l’acqua piovana attraverso le grondaie in rame del tetto di casa. Una forte grandinata può grattare l’ossido di rame che ricopre la grondaia e mettere a nudo il metallo puro. Il rame reagisce con la pioggia acida che contiene acido solforico, formando quindi solfato di rame. Le piante che ho fotografato sono state bagnate con acqua contaminata, che conteneva 160 mg/l di solfato di rame. I danni si sono verificati rapidamente, e gli ascidi seccavano rapidamente nel giro di poche ore fino all’avvenuto rinvaso d’emergenza con torba e acqua non contaminate.


Spero che questo articolo sia d’aiuto per tutti coloro che si ritrovano ad avere a che fare con piante appassite e temono il peggio! Ripeto: il “cancro del rizoma” è una malattia molto rara. La maggior parte delle marcescenze sono dovute ad altri fattori, e possono essere curate tranquillamente senza conseguenze con la sola asportazione delle parti malate e il cambio del substrato, nonchè la correzione degli errori di coltivazione che hanno portato la pianta ad ammalarsi.