Walking With Dinosaurs

Sono praticamente appena tornata dal forum di Assago in cui questo week end si è conclusa la prima tappa dello spettacolo “Walking With Dinosaurs”
Non ho molto da dire se non che i llavoro dietro a questo show teatrale è davvero colossale, con dinosauri animatronici in grandezza naturale e con una gamma di movimenti tale da poter essere scambiati per animali veri.

walking with dinosaurs

A livello tecnico posso dire che si tratta di un evento rivoluzionario e che merita assolutamente di essere visto, almeno una volta nella vita. I prossimi appuntamenti sono:
dal 3 al 7 marzo Bologna, Futur Show Station
dal 10 al 14 marzo Torino, PalaOlimpico
Comprate i biglietti subito già adesso. Noi li abbiamo presi con oltre un mese di anticipo e a momenti trovavamo già a gennaio il tutto esaurito!

Per un ulteriore assaggio, ecco uno dei tanti video disponibili su youtube:  Walking with Dinosaurs Live: T-REX

Piccole regine crescono

Quest’inverno ho aprofittato di un’inserzione ed ho acquistato alcuni semi freschi di Drosera regia da Stephen. L’incrocio è così descritto: “I crossed the “Reading clone” with a long leaved plant from Stefan Ippenberger (leaves over 50cm long)”
I semi erano freschissimi e sono nati tutti nel giro di una settimana, ecco come si presentavano il 25/11/2009:
seedling drosera regia
Di tutti i seedlings, soltanto due stanno crescendo molto vigorosi ma questo purtroppo è un fattaccio avvenuto per colpa della pessima torba utilizzata. Ascoltando infatti il consiglio di tutti mi sono procurata la torba hochmorthoorf, che si è rivelata essere di pessima qualità, con un ph vicino a 5 e un von prost H5.
hochmorthoorf
Per questo io consiglio sempre di non acquistare mai per Nome o Marca a busta chiusa e di verificare sempre che i valori siano accettabili! Sul sacco hochmorthoorf infatti l’etichetta era incompleta, i dati molto approssimativi e vaghi ed era scritto “abbastanza” chiaramente che la torba contenuta era scadente.

Oggi, 23 febbraio 2010, le drosere più vigorose si presentano così:
seedling drosera regia

L’errore più grosso che viene fatto con la Drosera regia è l’utilizzo di una quantità eccessiva di acqua, col risultato che le drosere regie tendono a marcire facilmente.
La stragrande maggioranza dei coltivatori che si ritrova con una drosera regia morta è perchè l’ha affogata. E’ incredibile con quanta poca acqua riesca a vivere una di queste piante: le condizioni ideali infatti sono un substrato molto secco in superficie e umido a metà vaso circa. Questa è la grande difficoltà: non è semplice capire quando il vaso è troppo secco e va bagnato!
Per nessun motivo la pianta deve stare con il vaso a mollo.
Una cosa che aiuta molto è utilizzare vasi molto alti, con il fondo stretto, in modo che assorba poca acqua alla volta. A questo scopo ho trovato molto utile questo fantastico yogurt da bere della emmi (emmi swiss yogurt drink)! Oltre che essere buono e in vari gusti, è confezionato in vasetti molto ampi sopra ma con un fondo piccolissimo, che sembrano fatto apposta per tutte le piante che non amano essere bagnate troppo. Unico neo: avendo un fondo stretto, tendono a ribaltarsi con molta facilità quindi fate attenzione al vento e al gatto!

Le malattie del rizoma nelle sarracenie

Oggi voglio parlare di uno degli argomenti più dibattuti tra gli appassionati, argomento che crea ancora molta confusione: le malattie del rizoma nelle sarracenie.

Le cause dei marciumi radicali sono svariate, e vanno dalle più comuni marcescenze da errata coltivazione (eccesso di acqua, poco sole, substrato di qualità scadente) a vere e proprie malattie come il Phytium o la botrite (anch’esse sono comunque dovute a carenze da parte del coltivatore, dato che colpiscono le piante che sono già indebolite per altri fattori)

La malattia più temuta e pericolosa però è il cosidetto “cancro del rizoma”, una malattia probabilmente di origine fungina che ha meritato questo nome per la grande difficoltà nel curare le piante malate, che quasi sempre muoiono senza che si possa salvare nulla, nemmeno le divisioni più piccole.

Fortunatamente questa malattia è molto rara, colpisce solo piante anziane con molti punti di crescita e alcune varietà particolari che sono con ogni probabilità geneticamente deboli o frutto di autoimpollinazione.

Molti coltivatori temono a tal punto questa malattia da confonderla con qualsiasi altro tipo di marcescenza, ben più comune e benigna. Vediamo dunque in questo articolo come identificare con facilità il “cancro del rizoma” in modo da intervenire il prima possibile e salvare quindi almeno qualche piccolo punto di crescita della pianta malata.

Vediamo in questo disegno le principali differenze tra le malattie del rizoma più comuni:


come si può vedere, il cancro del rizoma deve la sua pericolosità al fatto che invade l’interno rizoma, partendo prima dal midollo in modo asintomatico e diramandosi poi verso gli strati più esterni. La sarracenia colpita inizia ad accusare i primi sintomi quando la malattia arriva a colpire gli strati dello xilema, ma a quel punto sarà troppo tardi per poterla salvare, perchè se è arrivata a colpire lo xilema significa che il midollo è già stato distrutto in toto. Quando gli strati dello xilema vengono colpiti, la pianta non è più in gradi di trasportare l’acqua dalle radici agli ascidi, che iniziano quindi a disidratarsi

Vediamo ora il caso pratico di una sarracenia flava var flava colpita da “cancro del rizoma”:








come possiamo vedere in queste foto, il primo sintomo visibile si manifesta quando la malattia colpisce gli strati del rizoma adibiti al trasporto della linfa dalle radici alle foglie. La disidratazione degli ascidi è quindi la prima cosa che si nota nella pianta malata.








Qui ho svasato la pianta e ho lavato bene le radici, in modo che si possa vedere bene l’aspetto del rizoma. Il rizoma appare piuttosto sano, di colore bianco con ancora le parti secche appartenenti agli ascidi della stagione passata. Le radici sono anch’esse bianche, turgide e perfettamente sane. Non si rilevano altri sintomi visibili ad occhio nudo, a parte la disidratazione.





Lo shock arriva però quando si spezza il rizoma: è infatti soltanto la parte esterna ad essere soda e turgida al tatto. L’interno del rizoma si è però trasformato in una poltiglia di colore marrone e della consistenza della pasta lavamani.





E’ importante notare come siano turgide e sane le radici, ancora attaccate ad una crosta esterna di rizoma ancora vivo, mentre l’interno è completamente distrutto. Con il rizoma in queste condizioni la pianta non è assolutamente in grado di trasperire l’acqua dalle radici alle foglie. E’ proprio per questo che la malattia è così subdola: quando appaiono i primi sintomi significa che ormai la pianta è andata.





Come potete vedere da questa foto, per la pianta non c’è più stato nulla da fare: anche i punti di crescita più piccoli e lontani dall’infezione primaria erano già invasi dalla malattia. L’unica cura possibile è l’asportazione completa delle parti malate, cosa impossibile da fare quando il midollo è già stato totalmente distrutto in tutta la pianta.

Queste ultime due foto non hanno nulla a che vedere con quelle precedenti, ma le ho postate lo stesso per mostrarvi un caso diverso: rappresentano infatti un avvelenamento da solfato di rame. Le radici appaiono normali, ma la punta, anzichè essere bianca e turgida, sembra secca e atrofizzata. Gli ascidi non sono disidratati, ma appaiono secchi nelle aree più periferiche.
Questo tipo di avvelenamento si verifica quando si raccoglie l’acqua piovana attraverso le grondaie in rame del tetto di casa. Una forte grandinata può grattare l’ossido di rame che ricopre la grondaia e mettere a nudo il metallo puro. Il rame reagisce con la pioggia acida che contiene acido solforico, formando quindi solfato di rame. Le piante che ho fotografato sono state bagnate con acqua contaminata, che conteneva 160 mg/l di solfato di rame. I danni si sono verificati rapidamente, e gli ascidi seccavano rapidamente nel giro di poche ore fino all’avvenuto rinvaso d’emergenza con torba e acqua non contaminate.





Spero che questo articolo sia d’aiuto per tutti coloro che si ritrovano ad avere a che fare con piante appassite e temono il peggio! Ripeto: il “cancro del rizoma” è una malattia molto rara. La maggior parte delle marcescenze sono dovute ad altri fattori, e possono essere curate tranquillamente senza conseguenze con la sola asportazione delle parti malate e il cambio del substrato, nonchè la correzione degli errori di coltivazione che hanno portato la pianta ad ammalarsi.

La mia growlist

Ed ecco qui innanzi tutto il link alla mia growlist, in continuo aggiornamento!
Ho preferito evitare di tenere decine di liste di coltivazione in giro che poi dimentico puntualmente di aggiornare, per cui questa sarà la mia sola e unica growlist!

Altair’s Growlist

Arieccomi

E finalmente, dopo sei mesi di assenza, rieccomi qui con un nuovo blog tutto mio! Purtroppo plotilda ha smesso di funzionarmi da un bel po’ e, non riuscendo a risolvere i problemi, ho dovuto spostarmi!

La mia growlist aggiornata è già online, ora dovrò soltanto vedere come personalizzare al meglio questo blog,!

Nel frattempo auguro a tutti buon anno!

Sarracenia rubra alabamensis